VELIATEATRO 2015 – XVIII EDIZIONE
L’intervista al docente: Roberto Mario Danese

 

PARCO ARCHEOLOGICO DI ELEA-VELIA (SA) – 3-22 AGOSTO

Martedì 11 agosto ore 21: «Càsina» di Plauto
Mercoledì 12 agosto ore 21: «Menecmi» di Plauto


Precede gli spettacoli, l’introduzione del professore Roberto Mario Danese
 


Un doppio appuntamento con Plauto nelle serate dell’11 e 12 agosto (ore 21). A VeliaTeatro 2015 torna protagonista il commediografo latino con «Càsina» e «Menecmi». Due opere rappresentate dalla compagnia «La Resistenza della Poesia» e introdotte dall’intervento di Roberto Mario Danese, docente di Filologia classica e direttore del Centro Internazionale di Studi Plautini dell’Università di Urbino Carlo Bo. Al professore, consulente drammaturgico di entrambe le rappresentazioni, sono rivolte alcune domande.

 

Càsina è la giovane serva nei desideri amorosi del vecchio Lisidamo e nel contempo del suo stesso figlio. Di quali paradigmi e tematiche è portatrice questa opera?

 

Si tratta di una pièce dove la comicità domina in senso assoluto. È una splendida commedia al femminile, dove le donne trionfano con l’inganno e lo sberleffo crudele su un vecchio libidinoso innamorato di una fanciulla. Una nota filologica, ma non inutile. Il vecchio non si chiama Lisidamo (è un falso della tradizione manoscritta, che ha ingannato molti insigni studiosi), ma è una maschera pura di senex senza nome proprio, in cui conta – visto il tema della commedia – proprio il suo essere ‘vecchio’ e quindi fuori posto nel ruolo di innamorato canonicamente spettante ad un adulescens.

 

In «Menecmi» si narrano le vicende di due gemelli separatisi da bambini e ritrovatisi da adulti, molti anni dopo. Quali sono i tratti da sottolineare in questa commedia?

 

È una commedia, direi, archetipale di tantissimo teatro comico dei secoli successivi, pirotecnica e divertentissima anzitutto, che inaugura nella cultura occidentale il tema del doppio gemellare che genera inganni e scambi di persona: senza questa commedia non sarebbero nati capolavori come “The Comedy of Errors” di Shakespeare, “La Calandria” di Bibbiena o “I due gemelli veneziani” di Goldoni, ma nemmeno tutte le narrazioni sullo scambio fra personaggi identici che ancora oggi continuiamo a produrre (dal cinema di Totò con, ad esempio, “Totò terzo uomo” a quello di Benigni con “Johnny stecchino”, fino a sviluppi più inquietanti come la riflessione sulla gemellarità sfalsata dal mistero di morte e resurrezione in una serie televisiva di culto come “Les revenants” di Fabrice Gobert).

 

Più in generale quale è l’eredità principale che Plauto ha lasciato all’espressione comica delle epoche successive, e di quella moderna in particolare?


È un’eredità enorme, fatta di tante cose. Anzitutto intrecci comici unici e, come dicevamo sopra, archetipali, capaci di influenzare secoli di letteratura, di teatro e non solo. Poi ‘maschere’ che sono entrate nella storia e che sono fuori del tempo, sempre attuali e nuove. Infine una inventiva linguistica, una mirabolante fantasmagoria stilistica che non hanno pari in tutta la letteratura occidentale e che sono ancora oggi un modello di scrittura comica.

 

Una riflessione sull’associazione tra teatro antico, comico in questo caso, e luogo archeologico. Come VeliaTeatro, nella sua significativa sede del sito di Elea-Velia, esemplifica.

 

Credo che sia la dimensione ideale per pensare oggi una mise en scène di un testo antico, con tutte le incrostazioni e le ingiurie che il tempo vi ha depositato sopra. Elea-Velia è una location unica, forse più suggestiva anche di Siracusa, dove natura e storia si fondono e si confondono, dove l’antichità è un ricordo prezioso sbrecciato dai secoli, ma ancora presente, tangibile e al tempo stesso incompleto, mancante di tutto ciò che oggi possiamo solo ricreare con l’immaginazione. Elea-Velia e il teatro greco-latino insieme sono il segno della vitalità dell’antico nella nostra cultura, di un bisogno irrinunciabile, di quell’imperativo sempre più categorico a cui Pier Paolo Pasolini ci chiamava “in nome della scandalosa forza rivoluzionaria del passato”.

Gli appuntamenti. Nella quarta e nella quinta serata di VeliaTeatro 2015, martedì 11 e mercoledì 12 agosto alle ore 21 sull’acropoli del Parco Archeologico di Elea-Velia, ad Ascea (SA), vanno in scena «Càsina» e «Menecmi», commedie di Plauto, rappresentate dalla compagnia «La Resistenza della Poesia». Precede le rappresentazioni, in entrambe le serate, l’introduzione di Roberto Mario Danese, docente di Filologia classica e direttore del Centro Internazionale di Studi Plautini dell’Università di Urbino Carlo Bo.

 

UFFICIO STAMPA: BARTOLOMEO RUGGIERO - TEL. 329 3267300 - EMAIL barty121@hotmail.com – ufficiostampa@veliateatro.it