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velia teatro: edizione 2008

Porta Rosa

La grandiosa e bellissima Porta Rosa monumentale ingresso dell’antica città focese della Campania ci introduce in uno dei più importanti insediamenti della Magna Grecia
La cronaca degli avvenimenti che portarono alla fondazione di Elèa (traslitterazione italiana di Hyele), da parte dei Focei provenienti dalla costa della Turchia, ci è tramandata da Erodoto. Seguendo il racconto dello storico greco apprendiamo delle intense peregrinazioni compiute da questo popolo prima di giungere sulle coste tirreniche della Campania. Partiti dalla terra madre Focea a seguito dell’assedio dei persiani, giunsero con cinquanta navi in Corsica, dove anni prima avevano fondato Alalia (l’attuale Aleria). Vissero lì per cinque anni contrastati da Cartaginesi ed Etruschi per il controllo dell’alto Tirreno, fino alla guerra che si risolse con una battaglia navale. Questa vide sì vittoriosi i Focei, nonostante l’inferiorità numerica della loro flotta rispetto a quella della coalizione etrusco-cartaginese, ma con perdite di uomini e navi così elevate da costringerli comunque ad abbandonare quei luoghi. Si diressero dapprima a, l’attuale Reggio Calabria, colonia dei Calcidesi, e successivamente "partirono di lì e si assicurarono il possesso di una città della terra Enotria, questa che ora si chiama Hyele".
Dunque, dal racconto di Erodoto apprendiamo che i Focei acquistarono dagli Enotri un pezzo di terra tra Palinuro e Agropoli, certamente non del tutto disabitata se si considera anche l’eccellente posizione strategica del promontorio che si affaccia sul mare. Tutti questi avvenimenti si pongono intorno al 540 a. C. e tale data viene fissata dagli storici per la fondazione di Elèa.
In seguito la città focea si ingrandì e prosperò rapidamente, esercitando il dominio sul Tirreno inferiore e controllando un vastissimo territorio alle spalle. A testimonianza della potenza raggiunta stanno la grande circolazione di manufatti e monete di Elèa nonché gli scontri con i vicini abitanti di Poseidonia (Paestum) e i Lucani, di cui parlano le fonti antiche pur non precisandone i tempi storici. Ma, quasi per istinto, gli eleati cercarono di tenersi lontani dai grandi conflitti, comunque alleandosi durante le guerre puniche con i Romani ai quali fornirono una potente flotta. Il nome di Hyele fu trasformato in Velia in età romana: alla città, divenuta municipio nell’88 a.C., fu consentito di conservare l’uso della lingua greca e la facoltà di battere moneta. Fu l’insabbiamento dei famosi porti velini a segnare il decadimento del centro magnogreco. Velia sopravvisse in epoca bizantina, ma nel Medioevo un progressivo impaludamento e le scorrerie piratesche spinsero gli abitanti a rifugiarsi in un piccolo centro montano: Novi Velia.